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LA CERTOSA DI FIRENZE: un luogo di culto da non perdere
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Nel 1341 venne alla luce la Certosa di Firenze, il fondatore Niccolò Acciaiuoli, all’epoca signore di Firenze, ne decise la costruzione per unire in un unico luogo di cultura e di fede, i giovani fiorentini che desideravano intraprendere gli studi umanistici. La Certosa sorge sulla cima di una collina, lontana qualche chilometro dal capoluogo toscano, la posizione le permette di controllare dall’alto le campagne circostanti, il silenzio e il luogo solitario la fanno da padrone. Il complesso monastico è formato da diversi edifici: la chiesa, la sagrestia, il refettorio, la sala capitolare, i chiostri, le officine e le abitazioni dei monaci e dei conversi. Nel periodo di suo massimo splendore la Certosa ospitava al massimo 18 monaci di clausura e 5 fratelli conversi. |
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I monaci di clausura vivevano in piccoli appartamenti, al cui interno trascorrevano gran parte della loro esistenza in completa meditazione. Era permesso loro di uscire solamente in alcuni precisi momenti, per il pranzo domenicale con gli altri monaci, per la preghiera e per il colloquio un’ora alla settimana. Gli appartamenti dei monaci erano composti da una sala pranzo, con camino e piccola dispensa, una camera, un bagno, una cantina e un piccolo giardino. I pasti erano serviti dai fratelli conversi attraverso uno sportello situato vicino alla porta della cella, per evitare che i monaci interrompessero la loro clausura. Come detto prima, la domenica tutti i monaci si riunivano nel refettorio per mangiare tutti insieme, durante il pasto veniva nominato a rotazione un oratore che dall’alto di un pulpito leggeva parti dei Vangeli.
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L’ora settimanale di conversazione e ricreazione si svolgeva nel “parlatorio”, un’opera ancora oggi da ammirare risalente agli anni 1500-1600 completamente in legno. I fratelli conversi erano al servizio dei monaci di clausura, oltre a questa loro principale attività, dovevano occuparsi di mantenere in ordine la Certosa, curare i giardini, pulire tutti gli edifici, preparare i pasti, potevano svagarsi nei brevi momenti di “poco lavoro” nel chiostro a doppio ordine di colonne. La chiesa di San Lorenzo risale al Trecento, nel XVI secolo. Venne ampliata per poter ospitare al suo interno l’intera comunità religiosa, il coro era formato da 18 sedili in legno intagliati con visi d’angelo. Un altro edificio importante è il Palazzo Acciaiuoli, dove è conservata la Pinacoteca, in cui sono custodite opere d’arte d’assoluto
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rilievo, come i cinque affreschi che rappresentano le Scene della Passione, realizzati dal Pontormo (1523-1525), periodo durante il quale soggiornò nella Certosa per sfuggire alla peste che era esplosa a Firenze. Il Colloquio, edificio con vetrate del XVI sec. è visitabile, come anche il piccolo chiostro dei monaci, la sala Capitolare e la lastra tombale in marmo del priore Leonardo Buonafede realizzata da Francesco da Sangallo nel 1545. La parte più affascinante è il chiostro grande, ornato da 66 busti in terracotta, raffiguranti personaggi dell’Antico Testamento, gli Apostoli e gli Evangelisti, opera realizzata da Giovanni della Robbia.
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Dal 1958 la Certosa di Firenze è un luogo di fede, gestito dai monaci cistercensi, ancora oggi i monaci stessi si occupano di far visitare gli edifici di culto ai turisti che giungono da tutte le parti del mondo. Gli orari in cui è possibile visitare la Certosa sono dalle 9.00 alle 11.30 e dalle 15.00 alle 17.00, la cadenza della visita è oraria. I monaci cistercensi oltre a gestire le visite e mantenere in ordine la Certosa, si dedicano alla produzione artigianale di liquori di ogni genere.
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