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Tratalias: la storia del Sulcis
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Dai reperti storici trovati si pensa che Tratalias sia sorta attorno all'anno Mille, fondata da una piccola comunita' di agricoltori e di pescatori. Fin dall'antichita' la Sardegna venne colonizzata dai Fenici e successivamente dai Cartaginesi, questi ultimi decisero di vivere nell'attuale regione del Sulcis, la cui posizione geografica era ritenuta strategica, facili approdi al mare, estrema vicinanza con l'Africa settentrionale, territorio costituito in gran parte da campagne fertili, ideali per lo sfruttamento agricolo e sottosuolo ricco di minerali. Ai Cartaginesi seguirono i Romani. |
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Dopo la decadenza dell'Impero Romano, la regione del Sulcis, subi' un deciso incremento della popolazione, grazie alla presenza, nel territorio, di quattro diocesi, che verso la meta' del V secolo vennero conglobate nella diocesi della citta' di Sulcis (Sant'Antioco). Quando la Sardegna passo' sotto il dominio dell'Impero Bizantino, iniziarono le prime incursioni saracene, in questo periodo si verifico' un graduale spopolamento delle zone costiere sulcitane, le comunita' iniziarono a spostarsi verso le zone interne del Sulcis, per sottrarsi dagli attacchi dei predoni saraceni, proprio in questi anni inizio' ad essere popolato l'attuale territorio del comune di Tratalias.
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Nel IX secolo, negli anni 800-850, le incursioni arabe diventarono sempre piu' frequenti, proprio in questo periodo si pensa che la sede vescovile sia stata trasferita dalla citta' di Sulcis, ormai ‘ridotta a poche case disabitate' per i continui saccheggi dei popoli saraceni, a Tratalias, ritenuta piu' adeguata ad ospitare e difendere il clero e l'esercizio del ministero. Questi anni, per Tratalias, furono l'epoca di maggior splendore, il cui culmine venne raggiunto nel 1213, quando iniziarono i lavori per la costruzione della Cattedrale di Santa Maria, dedicata alla Madonna. Tra il 1355 e il 1362 la diocesi venne trasferita a Villa di Chiesa (Iglesias), perche' a Tratalias la
produzione agricola era diminuita molto e non |
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era in grado di assicurare un buon reddito per il sostentamento del vescovo e di tutta la curia, inoltre aumentarono i ladri e i banditi, che oltre a rubare non esitavano ad uccidere, rendendo il territorio poco sicuro. Nel 1471 il paese venne abbandonato a causa del verificarsi di alcune carestie, epidemie e a causa dei continui attacchi dei pirati. Il territorio del Sulcis si inizio' a ripopolare attorno al 1850, i primi a stanziarsi su queste terre furono delle piccole comunita' di pastori, che diedero vita alle Furriadroxius, oggi chiamate Medaus, tipiche forme di insediamento dell'area sulcitana.
Oltre alle comunita' di pastori, le campagne del Sulcis iniziarono ad essere frequentate da gruppi di contadini, abili a sfruttare le fertili terre.
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I prodotti agricoli erano in maggioranza cereali e grano, rispetto al passato aumento' la coltura dei frutteti e degli ulivi. A Tratalias si praticava la concia delle pelli e gli scambi commerciali si intensificarono con le vicine isole di Sant'Antioco e San Pietro. Nel 1853 Tratalias raggiunse la condizione di comune della provincia di Iglesias. Nel 1951 a Tratalias risiedevano circa 1.520 abitanti, l'aumento demografico venne favorito dalla maggiore occupazione, molte erano le opportunita' di lavorare nel settore secondario, costruzioni, impianti e la richiesta di manodopera arrivava anche dalle industrie estrattive e manifatturiere.
Nel 1954 fu realizzato uno sbarramento nel Rio Palmas, con la conseguente formazione del lago artificiale di Monte Pranu. |
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Questo progetto doveva valorizzare le terre del Basso Sulcis e far incrementare le attivita' agricole e l'allevamento degli animali, che erano le principali fonti economiche del territorio. La grande diga riusciva a raccogliere nel suo bacino fino a 50 milioni di metri cubi di acqua, oltre a soddisfare la richiesta dei contadini e dei pastori, l'acqua veniva canalizzata verso il nuovo polo industriale di Portovesme. Il progetto da una parte aiuto' lo sviluppo economico del territorio, dall'altra provoco' dei grandi problemi ai centri abitati di Palmas, Villarios e Tartalias. L'acqua del bacino si infiltro' nel terreno e nel sottosuolo, raggiungendo questi centri abitati, compromettendo la stabilita' delle fondamenta delle abitazioni.
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Oltre all'umidita' che iniziava a comparire all'interno delle case, rendendole invivibili, le stesse iniziarono ad essere dichiarate inagibili e pericolanti. Grazie allo stanziamento di finanziamenti statali, tra il 1960 e il 1964, i primi due centri abitati, Palmas e Villarios, vennero ricostruiti in altro luogo. Nel 1971 venne approvata la costruzione di Tratalias, il nuovo centro abitato venne realizzato in una zona collinare vicina al vecchio borgo. Oggi Tratalias conta 1.132 abitanti, l'amministrazione comunale sta lavorando per il recupero dell'antico borgo, con la sua completa ristrutturazione e con l'apertura di alcune attrazioni turistiche, pizzerie, ristoranti e strutture ricettive, dove poter accogliere i turisti, questo recupero e' finalizzato a non dimenticare la storia di Tratalias e necessario per dare un deciso impulso all'occupazione giovanile di questo territorio. |
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L'ufficio turistico si trova nel centro storico in uno dei caseggiati recuperati, nella piazza prospiciente la basilica romana. E' possibile prenotare delle visite guidate al complesso monumentale di Tratalias, costituito dalla cattedrale romanica e dal borgo medioevale. Per informazioni turistiche: tel. 0781/697023 - 0781/688046.
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