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Villaggio minerario di Rosas
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Non appena si lascia la strada statale che attraversa il centro abitato di Narcao e si segue l'indicazione per il villaggio minerario di Rosas, il paesaggio cambia velocemente, ci si trova a percorrere una stretta strada, scavata nella roccia, sembra che non termini mai e la sensazione e' di rimanere fermi, infatti e' un susseguirsi di curve a destra e a sinistra, molto simili tra loro. La strada termina in un ampio spazio, il nostro sguardo rimane subito attratto dalla laveria, struttura in legno scuro, adiacente alla biglietteria del sito minerario.
Nell'attesa che arrivasse la guida per poter fare la visita del villaggio minerario, abbiamo |
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preso un buon caffe' nel vicino bar, che nel passato era la ‘fucina del fabbro', dove venivano aggiustati e fabbricati gli utensili necessari al lavoro dei minatori.
Nei fabbricati di fronte, dove un tempo c'erano il forno di calcinazione e i depositi di stoccaggio, oggi c'e' il museo, dove attraverso pannelli a muro, vengono illustrate e descritte le condizioni di lavoro e di vita, dei minatori e delle loro famiglie. In alcune teche sono conservati i minerali che venivano estratti dalla miniera di Rosas, come ad esempio, piombo, zinco, ferro, rame e argento. La miniera deve il suo nome al Monte Rosas, in cui nel 1929 venne scoperta la rosasite, minerale cosi' chiamato in onore della localita' tra i monti di Terrubia.
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Inizialmente la miniera produceva piccole quantita' di minerali, solo nel 1899 quando venne acquistata dalla Societa' Anonyme Miniere di Liegi, la produzione aumento' notevolmente grazie agli ingenti investimenti che si realizzarono, vennero installati nuovi macchinari, venne costruita una ferrovia e una teleferica, per facilitare il trasporto dei materiali rocciosi verso la laveria, questa era il luogo dove grazie a dei mulini, ancora oggi funzionanti, venivano sbriciolate le rocce estratte dal sito minerario. Questi mulini erano di ferro e funzionavano come un'attuale betoniera, al cui interno venivano inserite una ventina di barre di ferro pieno, ciascuna pesava fino a 200 kg , insieme alle rocce da frantumare, con il solo movimento rotatorio le barre di ferro cadevano sulle rocce di continuo, riducendole a polvere. |
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La polvere di roccia veniva successivamente inserita in alcune vasche con acqua e agenti chimici, in modo da separare la comune roccia dai minerali. Per accogliere i sempre piu' numerosi minatori, venne costruito un vero e proprio villaggio minerario, che presto divenne un piccolo centro abitato. Nel periodo 1908-1911 la miniera inizio' il suo declinato, causato in gran parte dal crollo dei prezzi dei metalli ed a causa dell'esplosione della seconda guerra mondiale, che sottraeva forze lavoro al sito minerario, gli uomini venivano chiamati alle armi, in questo periodo nella miniera iniziarono ad essere assunti bambini e donne. La miniera venne chiusa nel 1918.
Venne riaperta alla fine della guerra e rimase in attivita' fino al 1970, grazie ai continui finanziamenti pubblici della regione sardegna.
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Nel 1980 venne definitivamente chiusa, quando i pochi minatori ancora in attivita', vennero trasferiti a lavorare nel nuovo polo industriale di Portovesme. La visita al sito minerario dura circa un'ora, dopo aver indossato dei caschetti protettivi, abbiamo percorso alcune gallerie, dove un tempo lavoravano i minatori, in condizioni estreme. La visita permette di percorre un breve tratto, per motivi di sicurezza non si possono vedere i livelli inferiori. Nonostante questo si percepiscono le difficolta' e le sofferenze dei lavoratori che tanti anni fa hanno partecipato allo sfruttamento del sito minerario di Rosas. Il villaggio minerario e' situato all'interno del territorio del comune di Narcao, oggi il paese conta tremila abitanti, prima dell'apertura della miniera ne contava circa cinquecento. |
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Il territorio circostante e' ricco di colline di vegetazione, sono anche presenti due fiumi: il rio Mannu e il rio Canneddu. Grazie al lavoro svolto dalle amministrazioni, che hanno gestito il comune in questi ultimi anni, il villaggio minerario invece di essere distrutto completamente come si pensava di fare, e' stato ristrutturato in tutte le sue parti e valorizzato, trasformandolo in un sito turistico, ogni anno giungono migliaia di turisti per visitarlo, inoltre le case dove un tempo vivevano i minatori, sparse nella vegetazione, sono state ristrutturate e adibite a case vacanze, dove poter trascorrere qualche giorno nella pace assoluta, ai piedi del Monte Rosas.
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Terminata la nostra gita al villaggio minerario di Rosas, prima di tornare a casa nella tranquilla Cannigonis, abbiamo pranzato all'agriturismo ‘Is Concais', eccezionale, ottima qualita' e porzioni abbondanti, costo 25 euro a persona tutto incluso, ve lo consigliamo se volete assaggiare la cucina sarda e rendere la vostra giornata unica.
Maggiori informazioni per visitare la miniera di Rosas: abbigliamento adatto, la temperatura media e' di circa 20°, scarpe comode e basse; orario visite: il mattino, dalle 9 alle 13 – la sera, dalle 16.30 alle 20.30; biglietto di ingresso: adulti 5 euro, bambini fino a 12 anni 3 euro. |
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