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CERTOSA DI PAVIA: il riposo dell'anima
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Per chi volesse trascorrere una giornata piacevole e rilassante, suggerisco di visitare la Certosa di Pavia, situata a pochi Km da Pavia e una trentina da Milano. Alla Certosa si può arrivare anche in bicicletta, chi arriva da Milano può lasciare l’automobile in uno dei tanti paesini che costeggiano il naviglio e proseguire lungo la pista ciclabile fino al monastero. La passeggiata è molto piacevole perché si pedala circondati dalla natura. La Certosa di Pavia risale al XIV secolo, è uno dei monumenti tardo-gotici più importanti della zona, la sua costruzione venne voluta da Gian Galeazzo Visconti che fece partire i lavori nel 1396, la posizione scelta era strategica a metà strada tra Pavia e Milano, allora capitale del ducato. |
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Il fondatore lasciò la Certosa ai monaci certosini, i quali dovevano rispettare una clausola importante di questo lascito, che prevedeva la destinazione annuale di denaro proveniente dalla loro attività, a favore della Certosa per continuarne la costruzione. I monaci anche a costruzione ultimata continuarono ad investire capitali per renderla sempre più bella, aggiungendo opere d’arte. Nel 1782 i monaci certosini vennero espulsi dall’imperatore Giuseppe II, nel 1784 il monastero passò ai monaci cistercensi, nel 1789 ai monaci carmelitani. Nel 1810 venne chiuso. Nel 1843 i monaci certosini riuscirono a rientrare nel monastero. Oggi nel monastero ci sono i monaci cistercensi arrivati nel 1968. La chiesa con struttura a tre navate venne costruita per ultima, le grandi dimensioni sono dovute al fatto che doveva divenire il mausoleo dinastico dei Duchi di Milano. |
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La pianta è a croce latina, divisa in tre navate con abside e transetto, coperta da volte a crociera su archi a sesto acuto, sembra riprendere la struttura del Duomo di Milano, in piccolo. All’interno ci sono tante opere d’arte, come i dipinti del Borgognone, come “la pala di Sant’Ambrogio”, quella di “San Siro” e la bellissima “Crocifissione”. A destra del transetto si trova la tomba del fondatore della Certosa, Gian Galeazzo Visconti. Nella parte sinistra c’è il monumento funebre di Ludovico il Moro e di sua moglie Beatrice d’Este, in origine queste sculture erano all’interno della chiesa milanese di Santa Maria delle Grazie, nel 1564, vennero acquistate dai monaci e portate nella Certosa. |
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Il complesso architettonico si compone di diverse parti, tutte estremamente importanti. Il piccolo chiostro ospita al suo centro un elegante giardino, in questa parte si svolgeva la vita comunitaria dei padri, infatti sul piccolo chiostro si affacciano la chiesa, la sala capitolare, la biblioteca e il refettorio. Il grande chiostro, lungo 125 metri e largo 100, è la parte dove i monaci vivevano, durante i giorni feriali, in assoluta solitudine, dedicandosi solo alla preghiera e a piccolo faccende domestiche. Le 24 abitazioni dei monaci si affacciano sul giardino al centro del grande chiostro, ciascuna composta da tre stanze e una piccola apertura sulla porta, attraverso le quali i monaci ricevevano i pasti. Nei giorni festivi la vita dei monaci cambiava, vivevano in comunità mangiando nel refettorio tutti assieme e pregando uno vicino all’altro nella chiesa. La Certosa di Pavia è senz’altro un luogo molto interessante, appena varcato il grande arco dell’ingresso, è facile sentirsi interiormente “diversi”, più leggeri, una sensazione che spesso ci viene data dai luoghi spirituali che racchiudono tra le loro “mura”, secoli di storia.
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